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36 ore a… Saragozza

Ogni tanto una piccola fuga fa bene.
Farebbe bene UN PO’ PIU’ SPESSO DI COSI’, secondo me,ma ci si accontenta.

Ultimamente, per queste toccate-e-fughe di 36 ore (eh, di più è proprio difficile), la Spagna sembra essere la meta più naturale: vicina, economica, caldina, si mangia bene… and so on!

 

Ad ottobre la scelta è caduta su Saragozza: la città del Tubo, dei resti romani, della movida delicata.

Una città in cui perdersi è impossibile e che è visitabile senza troppi patemi in 36 comodissime ore.

 

E mi chiedi cosa c’è da vedere?!?

Se può non essere la primissima meta che vi verrebbe in mente nel pensare ad un viaggio in Spagna, pure Saragozza presenta una serie di peculiarità che la rendono davvero una chicca: un centro città molto vivo e compatto, architetture interessanti (sì, io ho un debole per il mudejar), abitanti ospitali ed aperti.

 

Saragozza, una notte di vento, la felicità. #sewing #travelling #wanderlust #spain #saragozza #zaragoza

Un post condiviso da Elena Perletti (@eleperl) in data:

Se non volete il caos di Barcellona o i fasti decadenti di Madrid, se amate i palazzi arabeggianti e volete tornare a casa con il pancino pieno di cose buone (spendendo poco), Saragozza è la città che fa per voi!

Se devo consigliarvi due-proprio-due cose da fare: la visita all’Aljaferia e una mangiata di tapas in una delle piazzette laterali del Tubo, magari proprio alla famosa Taberna El Lince di cui parla Costanza!

Tra i posticini speciali per chi ama ascoltare

 

 

In questo post fingo distacco ma questa sera parte ALBORI D’INVERNO.

C’è PIETRO BERSELLI, che io ADORO.

E sono felice.

 

 

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