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Bon Bon Bags – artigiane del Made in Italy, con il cuore

 

Entrando nell’atelier di Bon Bon Bags, sembra di varcare una porta dimensionale.

L’atmosfera è onirica: colori caldi, il profumo della pelle e due ragazze dolcissime, Katia e Giusy, lì per ascoltarti e rendere reali i tuoi desideri.

 

Ah, dimenticavo: ci sono le borse. Tante, bellissime: come sirene, ti chiamano e ti conquistano; come fossero dolcetti, non sai dire loro di no.

Il tavolo di Lavoro dove Katia e Giusy tagliano le borse

Il tavolo di Lavoro dove Katia e Giusy tagliano le borse

Se dovessi trovare il filo conduttore della nostra chiacchierata pomeridiana, direi che è certamente il concetto di Unicità.

Katia e Giusy -da Bergamo – sono giustamente fiere dell’artigianalità che sta dietro il loro prodotto.

Una BEKA BAG con la caratteristica lavorazione scratching

Una BEKA BAG con la caratteristica lavorazione scratching

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Primi protoripi di borse in feltro

bon bon bags 28 novembre 2015 (34)

Altri modelli in feltro, prodotti circa 3 anni fa da Bon Bon Bags

“Siamo partite dal feltro tre anni fa”, spiega Katia, “per arrivare, passo passo, ad un materiale più nobile”. “Selezioniamo con cura pellami pregiati”, continua, “spesso si tratta delle pezze che restano dalle lavorazioni degli stilisti internazionali: cuoio, cavallino, vitello ma anche pitone. Non compriamo grandi metrature, come fanno le aziende, perché vogliamo che ogni nostra borsa sia unica e irriproducibile, non un prodotto realizzato in serie”.

Pochette in pitone

Pochette in pitone

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Precisa Giusy: “Ovviamente, possiamo riproporre un modello ma cambiamo sempre qualche piccolo dettaglio: il tiretto di una cerniera, una tasca, una rifinitura… Vogliamo che le nostre clienti siano certe di poter avere un prodotto artigianale, 100% made in Italy con amore!”.

Katia e Giusy tra le loro creazioni

Katia e Giusy tra le loro creazioni

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la prima BON BON BAG in pelle, dopo i primissimi modelli in feltro.

Infatti, dietro alle Bon Bon Bags ci sono la sapienza e la pazienza del lavoro manuale.

Le due socie realizzano personalmente i cartamodelli di ogni borsa, partendo dall’ispirazione del momento.

BEKA BAG

BEKA BAG

 

“Non programmiamo: spesso i nostri modelli nascono dal caso. Un dettaglio, la richiesta di una cliente, un pellame particolare… o un errore!”, ride Katia.

“Per noi creare è diventata quasi un’esigenza spirituale”, continua Giusy. “Da quando abbiamo iniziato, senza una formazione specifica nel campo della moda ma con tanta passione e buona volontà, abbiamo trovato persone che ci hanno aiutato a crescere e a migliorarci”.

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Infatti, le due ragazze si avvalgono, per cucire le borse, dell’aiuto di artigiani bergamaschi con decenni di esperienza al servizio delle più prestigiose Maison.

“Bon Bon Bags è nata proprio per recuperare questa tradizione artigiana ormai scomparsa: la voglia di creare, di riuscire sempre a sorprendersi della bellezza del prodotto. La nostra fortuna è stata quella di conoscere professionisti non interessati solo al guadagno ma anche a trasmetterci anni di sapere faticosamente appreso”, mi dicono.

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Campioni di pellami

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Pochette dipinta a mano

Incalzate dalle mie domande, le socie mi parlano delle fasi della lavorazione: “Per il cartamodello, anche avendo le idee chiare, servono circa 8 ore di lavoro. Dovendo partire da zero nel realizzare i desideri di una cliente, possiamo arrivare fino a 2\3 giorni solo per disegnarlo”.

Terminata questa fase, Katia e Giusy tagliano – rigorosamente a mano- ogni pezzo della borsa e la inviano al confezionista per le cuciture.

Quindi, il modello torna a Bon Bon Bags e va sdifettato (termine tecnico per spiegare quanto sia difficile “pronosticare” la resa del pellame, che va messo alla prova sul campo).

A questo punto, se tutto va bene, si può procede a realizzare il prodotto finale.

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Dettaglio: tasca a soffietto

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Ma Katia e Giusy non solo danno alle clienti la possibilità di comporre la borsa dei sogni, scegliendo gli abbinamenti e i dettagli (dal colore al tipo di pelle, dall’hardware alla tipologia delle tasche): dalla loro vulcanica creatività sono nate lavorazioni esclusive che rendono i pellami ancora più particolari.

Scratching, dettagli dipinti a mano, piping con ricami: le creazioni Bon Bon Bags diventano davvero delle piccole opere d’arte.

Kia bag

Kia bag

Per questo motivo, ogni borsa ha un nome: dall’iconica Beka bag (così chiamata da un ragazzo africano che ha ispirato il primo zainetto) all’elegante Elisa, da Pretty (la prima borsa rossa, ovviamente da Pretty Woman) a Kia (ideata per una  minuta gallerista giapponese, che voleva una borsa leggera e “diversa”), allo zainetto convertibile Sak. Per Katia e Giusy, menti e anime di Bon Bon Bags, ogni borsa è un figlio, un pezzo di cuore, un modo per raccontare una storia.

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lo zainetto convertibile SAK

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Volete saperne di più o visitare l’Atelier BON BON BAGS? Trovate maggiori informazioni qui-> https://it-it.facebook.com/bonbonbags.bg oppure qui -> https://www.facebook.com/BBBAG-553770561382442/

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