CREAZIONI - donna

Che cosa siamo diventati? (Gente che si fa le foto in bagno)

Quarantena, giorno bho.

Che ho la consapevolezza di essere in quarantena, credo da martedì. Forse da mercoledì.

Nel senso che prima ho lavorato tantissimo (anche adesso. Ma nel mese prima, forse troppo) e non ho avuto tempo di pensarci.

Ovvio che già mi mancasse correre; ovvio che sarei già andata più che volentieri a farmi un giretto; ovvio che già avevo la percezione che le chiacchiere con gli amici su Zoom o le telefonate con la famiglia non fossero che pallidissimi palliativi del mondo vero… Ma, tutto sommato, ero così piena di cose da fare da aver lasciato tutto scorrere.

Modellismo e altri animali.

Questo vestito l’ho avuto in testa per un po’ ed è l’unione tra così tante robe che non c’entrano una cippalippa tra loro che, in my humble opinion, alla fine funziona.

E’ l’esempio che, ogni tanto, puoi anche pisciare fuori dal vaso e unire afro, animalier, rouches, pizzo, robe sghembe, costruzioni strane… Di sicuro, sono certa che ‘sta roba qua non ce l’ha nessuno.

 

L’ho fatto un bel po’ di tempo fa, quindi farei fatica a raccontarvi la genesi del tutto ma… il corpino davanti non ha pinces ed è modellato a partire dall’inserto in pizzo (che era un retro. Benedetta szero di giropetto, ho dovuto fare davvero pochi adattamenti).

Maniche a sbuffo leggermente vittoriane, polsino da camicia femminile chiuso con perle.

Vita leggermente abbassata, gonna classica con due pinces, tagliata sul giro fianco con inserto arricciato.

Chiusura sul retro con collo basso e cerniera invisibile centrale.

***

Le foto non le ha fatte Marzia, mi sa che si vede: le ho fatte io mentre pulivo la casa stamattina.

Eh, che CalendarioPirelli?!

Tra l’altro, con questa cosa che edito i documenti con Photoshop ma le foto con WindowsPhoto, io un giorno dovrò scenderci a patti.

 

Il libro del giorno.

Ci sto pensando adesso che sto facendo pausetta dal lavoro, quindi guardo il mobile davanti a me e ne scelgo uno che non sia totalmente a caso.

Ho deciso per un libro bellissimo che mi ha regalato una persona molto speciale (so che stai leggendo e sorridi ;D): Le intermittenze della Morte di Saramago.

Probabilmente non il lavoro migliore di Saramago ma, sicuramente, uno dei più evocativi. Una storia assurda e ironica ma non grottesca, anzi. Il racconto delicato e misterioso di un amore impossibile ma anche -forse quindi?- del senso della vita.

***

“Prima che le luci della sala venissero abbassate, mentre l’orchestra aspettava l’entrata del Maestro, lui notò quella donna.

Non fu l’unico dei musicisti a far caso alla sua presenza […] perché era bella, magari non la più bella fra il pubblico femminile, ma bella in un modo indefinibile, particolare, impossibile da spiegare a parole, come un verso il cui senso ultimo, se è possibile che ciò esista in un verso, sfugge continuamente al traduttore.

[…] Quando il violoncellista si girò verso il palco, lei, la donna, non c’era più. Così è la vita, mormorò.

Si sbagliava, la vita non è sempre così”

 

 

Il pezzo del giorno.

Quando non sai dove andare, vai in Belgio.

 

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