CREAZIONI - donna

Cosmicomiche e gonne afro. Con un po’ di quello che ci mancherà dell’estate.

Se sei uno di quelli abituati a fare sport tutti i giorni, che usano la corsa per rimanere lucidi e produttivi, svegli e simpatici, rutilanti e organizzati: ciao, amico. Anche tu, a questo punto, starai un po’ smattando.

Non preoccuparti: mi sembra che siamo in buona compagnia.

Direi che stanno dando di matto anche quelli che passano il 90% delle loro giornate sul divano, comunque.

 

La modellistica o di cosa ho fatto in questo lockdown.

Spoiler subito: non ho imparato cose nuove.

Non ho studiato (nè biblioteconomia, nè modellistica e neanche come si fa un bilancio); ho fatto poco sport (hey, lo so che stavate guardando il mio pancino-budino. Shame on you: tutte quelle robe sul body positivity ve le siete già shcurdattt’?) .

In realtà, una cosa l’ho capita: a lavorare troppo, ad un certo punto cominci a rendere poco. Il mio prozio ripeteva sempre un detto popolare che recitava “Il troppo studiare deriva dal poco capire”. In a way, il troppo lavorare deriva dallo scarso rapporto tempo/cose portate a termine in modo efficiente: ED ECCO PERCHè OGGI HO CUCITO UNA GONNA NONOSTANTE IO SIA ORRENDAMENTE INDIETRO CON LE CONSEGNE.

Non c’è bisogno di parlare di modellistica: è una gonna lunga a ruota. Non è rocket science, solo una discreta rottura di scatole nel fare l’orlo.

Ah, sì, scusssss: perché il top non è una novità! L’avevo fatto l’anno scorso più o meno in questo periodo.

 

Il libro del giorno.

Sono stata rimproverata perché scelgo cose troppo difficili.

La risposta è: “Non esisteva né un prima né un dopo né un altrove“.

Io adoro i libri di racconti (ca va sans dire: quelli scritti bene). E, se Calvino è uno dei miei autori preferiti, Le Cosmicomiche è uno dei miei libri preferiti nel preferito.

Credo la genialità e il talento di un autore emergano in maniera ancora più netta, quando lo si obbliga a stare all’interno di una forma codificata come quella del racconto breve. Calvino, poi, sceglie spesso -nella sua produzione- di stringere la creatività in una gabbia di regole: situazione che, paradossalmente, ne amplifica la grandezza.

Che si tratti dei racconti matematici, di quelli sull’amore, dei paradossi, dei giochi di carte… Calvino riesce a divertire, a commuovere, ad essere un arbiter elegantiae di primo livello.

Ammiro la sintesi, probabilmente, perché io sono una sbrodolona.

Amo la creatività perché io “faccio cose” ma non sono, esattamente, un creativo.

E poi: Calvino era comunista. Di quelli giusti. Di quelli così giusti che, al momento in cui era giusto farlo, hanno con severità contestato il Partito. Cioè, dai: era proprio un fico in tutto e per tutto, cribbio.

Leggete Calvino, dai, che fa bene al cuore.

 

Il pezzo del giorno.

E’ colpa di Raspa che mi dipinge così.

Più che altro, colpa delle sue playlist (e, comunque, diciamolo che è un cuorone).

Ah, sì: questo è il lato che ci mancherà dell’estate: quello in cui si fanno i concerti.

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