CREAZIONI - donna

Cotone a fiorellini, scolli strani, bottoncini. Po’ esse la ricetta della felicità.

Continuiamo con la saga del “Mi sembrava una buona idea, invece era solo disperazione” ovvero: foto fatte in cucina.

La mia religione mi vieta di rifare le fotografie, mi spiace.

Non si vede un cavolo perchè sono buiette e c’ho pure messo ‘sto preset Photoshop un po’ vintage che non migliora affatto le cose? Ehhhh mangiate più frutti viola, che fanno bene.

 

Il modello.

Ho disegnato questo scamiciatino perchè il cotonino a fiorellini era IRRESISTIBILE.

Urlava HEY GIRL, WHATCHA DOIN’? da ogni fibra.

E fu così che il camiciottino ebbe una gonna a mezza ruota, la passamaneria al posto delle asole e il fiocchetto allo scollo.

L’oblò sulla schiena l’ho messo perchè va bene tutto, ma qualcosa di Perletti ci doveva pur essere.

L’unica nota “particolare” (wooooo, tenetevi forte per tutta st’originalità) è che il corpino ha le pinces solo in vita e le ho tenute larghe e un po’ aperte per fare uno sbuffetto sul seno (oh, 4 chili sono ingrassata. Sulle cosce, sulla pancia… in posti più utili no, eh?! Naggiattè).

Il libro del giorno.

C’è un autore di cui sono innamorata.

Di cui ho leto tutto, di cui ammiro ogni pausa, ogni virgola.

E’ Calvino. Recentemente ho trovato, tra le dismissioni di una biblioteca, un “Marcovaldo” Giulio Einaudi Editore del ’66 (600 lire, che tenerezza!) che, ok… non sarà una prima edizione ma è BELLISSIMO.

Sapete, quelli con la copertina bianca con le strisce rosse?

Marcovaldo è un libro che, Calvino per primo, riportava alla classica struttura della raccolta di racconti per bambini. Precede di pochissimo i suoi grandi racconti “matematici” degli anni 60 (Le cosmicomiche, Ti con zero), a cui seguiranno poi quelli ancora più famosi degli anni 70 (Le città invisibili, Il castello dei destini incrociati – ci spingiamo fino a includere Se una notte d’inverno un viaggiatore? Ma sì, domm. Siamo tra amici).

Se guardiamo meramente le date, prima Calvino aveva già pubblicato racconti: tutti quelli contenuti in Racconti, appunto. E aveva già scritto cose per ragazzi (tutta la trilogia de I nostri Antenati).

Allora perchè mi interessa così tanto Marcovaldo? Perchè è stato il primo Cavino che ho letto. Nel 1994, perchè la prof. di Italiano delle medie lo aveva assegnato alla Eleonora (mia cugina) per le vacanze estive. Eleonora odiava leggere quindi -molto volentieri- le facevo io quella parte dei compiti: io eggevo e compilavo le schede di lettura, lei mi insegnava a essere meno orso; win-win.

Ad ogni modo, io ho sempre letto tanto; avevo già affrontato libri non-per-bambini.

Ma la melanconia, la magia grottesca e delicata delle pagine di questo libro mi hanno condizionata per sempre: da lì, è stato amore.

Il pezzo del giorno.

You look me
You met me
I dream of making love to you now, baby
The mess we’re in and
Oh, the city sun sets over me

(What were you wanting?

No need for words now

Can you hear them?
The helicopters?)

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