CREAZIONI - donna

Di quel che nasce da un esercizio di stile. E delle cose che sono belle perché sì.

Quando Queneau, nel 1947, scrisse gli Exercices de style poteva mai arrivare a pensare che io c’avrei sbattuto il naso perchè per Natale il mio amico Antonio mi aveva regalato un sacco di magnifico georgette di seta?

Secondo me avrebbe dovuto.

Il modello

Era avanzata un po’ di stoffa da questo vestito; un po’ parecchia, a dire il vero.

L’esercizio di stile consisteva nel realizzare qualcosa comunque di romantico e fluffoso ma diverso dall’abito.

Che ci fosse un fil rouge (Bridgerton, of course) ma senza essere esattamente la stessa roba.

Ho pensato ad una blusetta con pizzi vintage, rouches, drappeggi… Morbida e indossabile sia con gonna che con pantaloni.

Detto fatto: modellino senza pinces nè fodera, leggero e romanticoso. Mi piace parecchio!

Le foto

Ma ne vogliamo parlare davvero?

Dai, osti: siate seri. Autoscatto in casa CON IL FLASH.

Potevo lavarmi i capelli prima di farle? Col senno di poi, DOVEVO. Ma ormai…

Il libro del giorno.

Nell’estate del 1984, il Diavolo viene invitato dal signor Bliss in una cittadina di provincia in Ohio.

Il signor Bliss a me ha ricordato un po’, almeno all’inizio, il più celebre Atticus Finch. Magari potrebbe sembrare strano, visto che si sta parlando di un evocatore del Demonio ma a muovere Autopsy (hey, che bel nome) Bliss è la stessa sete di giustizia e verità che anima l’avvocato Finch.

Poi le cose si evolvono. Poi il Diavolo arriva ed è un ragazzino magro, sporco, stanco. Dolente e carico della stessa saggezza sofferta dei vecchi.

Il Satana arriva e porta con sè un caldo atroce ed improvviso, che scioglie ogni cosa.

Il libro è “L’estate che sciolse ogni cosa” di Tiffany McDaniel e se siete fan di Shirley Jackson o delle cose più sognanti di Stephen King, sicuramente questo è il libro per voi: in bilico tra realismo magico e presente grottesco, tra necessità di espiare e peccati così gravi da essere necessari.

 

Tra l’altro: ma che edizioni della madonnina non fa, ‘st’ Altlantide?!

Il pezzo del giorno

Per me, il fulcro di questa canzone è sempre stato

Firenze, Rimini, Ferrara
La piana e l’autostrada

La voglia di andare, le cose che ti tengono.

E, ogni volta che questa canzone parte, io mi sento ancora nel 2017.
Ad aspettare quello che sarebbe successo con l’ansia, la stanchezza delle notti insonni, i litigi sulle spalle.
Con un po’ di preoccupazioni ma l’energia, la leggerezza data un piccolo sogno che stava tornando a realizzarsi.
Poi si potrebbe parlare dire altro. Che
sembra però che non sia mai entrato nella storia,
ma sono cose che si sanno sempre dopo,
d’altra parte nessuno ha mai chiesto di scegliere
neanche all’ aquila o al topo.
Quindi teniamo i ricordi belli e gli occhi che brillano ad ogni ricordo dolceamaro.
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