CREAZIONI - donna

Di quello che è utile/ di ciò che è necessario: vacanze, cose belle, mangiare male, cucire vestitini in raso.

Che cosa ti è necessario per sopravvivere?

Per me è correre, il tempo con gli amici, mangiare lo yoghurt e il Liuk, i concerti e vedere il mare.

 

Poi ci sono le cose utili.

Che, siamo sinceri, sono quelle che fanno la differenza.

L’ape con Carlo, il sushi con Simone, gli abbraccini del mio capo quando vede che sono ko.

Le canzoncine stonate cantate male per dire cose che altrimenti, a parole non saprei mai dire (tu -sì, TU che mi fai così arrabbiare- devi imparare un po’ a leggere tra le righe, però).

I vestitini leggeri estivi, quelli che ti inventi e sai già che sono un po’ sbagliati, e non ti convincono, e poi qualcuno ti dice che stai bene e allora li metti lo stesso.

La foto di un lago a caso, mandata in una sera a caso da una persona non-a-caso che ti dice “Ho voglia di vederti”.

La parte noiosa con la costruzione del vestito.

Per la psicoterapia ci rivediamo a settembre (ciao Psy che sei in maternità, torna, per favore).

Se parliamo più o meno seriamente del vestito, il cartamodello è sempre questo.

Visto che mi sono invasata con quelle robe che vanno di moda quest’estate (i retro tutti laccetti- elastichini- spazi vuoti), ho provato ad adattare un abito senza cerniere all’idea della schiena nuda. Non riuscitissimo, lo so.

Tra l’altro, cci avevo già provato con dubbia fortuna qui (Madonna quanti anni sono passati?!!).

Recidiva, insomma.

Il pezzo del giorno.

 

 

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