CREAZIONI - donna

Di stoffe che sono sorrisi e abiti che chissà quando metteremo

Questa stoffa è stata un bellissimo regalo di Natale.

Questa stoffa è stata un sorriso e un abbraccio.

Una pacca sulla spalla e un “Credo in te“, quando sei stanchina e magari tu non ci credi così tanto.

Per cui, grazie.

 

Il modello

Ho disegnato un vestito elegante, sperando che un giorno torneremo alla vita normale e ci saranno ancora quelle cose di uscire tutti insieme, andare a cena, a teatro, ai concerti.

Un vestito in sè anche abbastanza semplice: cinturino in vita, un paio di inserti in pizzo, foderato solo sulla gonna e sulla parte inferiore del busto.

E poi volevo delle balze, delle arricciature. Non so se sia l’effetto Bridgerton ma volevo un vestito da sera.

Forse è solo la voglia di sperare che le cose ritornino presto com’erano di lasciarsi alle spalle la pandemia, le zone di mille colori, il non poter andare dove si vorrebbe e vedere chi si desidererebbe.

 

Comunquem a livello di materiale, il georgette di seta è sempre delicato da lavorare ma meno antipatico di quanto si pensi. A me piace, non solo perchè lo trovo molto elegante: dal mio punto di vista è anche versatile.

 

Tra l’altro, la stoffa era un saco, per cui me n’è anche avanzata e penso ci farò una blusa. Devo ancora progettare bene.

 

Il libro del giorno

Blankets, qualcuno sa perchè (ndr: perchè è un capolavoro, perchè ti fa un po’ piangere, perchè ha inventato un genere, perchè era a seconda parte di questo magnifico regalo di Natale).

Io lo lessi credo un annetto e mezzo fa, in un periodo un po’ complicato. Mi rimescolò dentro tante cose, come solo un grande romanzo sa fare.

Che sia una graphic novel, aumenta solo il suo fascino.

Blankets parla di amore, è vero. Ma parla prima di tutto di come si concepisce la vita. Di decidere, ad un certo punto, di stravolgere i nostri piani, di rivedere le nostre priorità.

Parla di dolore e di sentirsi in colpa. Parla di mettersi in discussione e di fare fatica, davvero fatica, a perdonarsi.

 

Non c’è una necessaria redenzione, non c’è per forza un happy ending.

C’è -di nuovo: lo so che è un tema ricorrente, nelle mie letture- lo scendere a patti con la propria testa e il proprio cuore.

Il cercare di essere, se non l’essere umano migliore in assoluto, almeno una versione decente di se stessi.

La canzone del giorno

sono sicura di vaerla già messa ma… è ancora il suo turno.

 

 

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