CREAZIONI - donna

Dove eravamo rimasti? Riprendere il filo, con un vestito elegante.

L’ultimo post con qualcosa di fatto da me risale al 24 Agosto.

Tre mesi fa. Mesi belli pienotti ma anche molto dilatati: è passata un’altra estate, sta arrivando un altro inverno.

 

Oggi piove; ho finito di guardare “Strappare lungo i bordi” (e piangiucchiato); ho lavoricchiato al PC; ho mangiato del pesce al vapore; tra poco uscirò a correre.

Sembra tutto così consueto ma c’è -in tutto- una sfumatura diversa. Rido di più, mi affanno di meno.

Lascio che le cose scorrano. Mi prendo cura di me stessa.

Mi riposo e sento che va bene così: che non è sempre una gara alla performance migliore.

 

Queste foto le ha scattate M., rompendomi anche discretamente [discretamente tanto. O tanto e basta] perchè le facessimo.

E poi perchè non ho dei faretti, ho solo un 50mm, perchè lì c’è l’ombra, perchè devo tenere gli occhi aperti, perchè non dovrei registrare i librini col telefono [ops, fuoritema]…

 

Gli sono molto grata perchè insiste in modo gentile, perchè mi sprona, per esserci. Sono un orso burbero e non è da tutti capire come tenermi la mano, quando mi entrano degli Armadilli di Zerocalcare negli occhi.

Così, buttato lì pubblicamente, tiè.

 

 

 

***Prima delle foto potevo stirarlo? Ahhhh. Ehhh. Jesoo solo lo sa.

Ma, nell’orecchio, mi ha detto di no.***

La costruzione.

Questo vestito è ispirato per nulla in modo nascosto ad uno indossato da Emma Watson (la maghetta prefe di tutti, sennò siete dei babbani) nel 2014.

Claro que non ho idea di chi fosse il designer ma se googolate “Emma Watson vestito bianco” lo trovate. Se siete pigri, guardate qui.

 

Scollo americano, fianco fasciante, vita stretta, pinces a principessa… e uno spacco che levati.

Nel suo caso, accentuato pure dal layering&draping della gonna.

 

Ecco: io c’ho quarant’anni e mica le gambe di Hermione Granger… Quindi, ho spostato lo spacco tutto a lato, che come Belen a SanRemo c’è già stata Belen a SanRemo.

 

Il libro del giorno.

“Racconto del mio viaggio attraverso l’Est europeo, deciso il giorno prima di partire, come rimpiazzo delle vacanze toscane organizzate originariamente con la mia ragazza.

Di come sono saltato di treno in treno, con un biglietto Interrail […]. Le racconto degli entusiasmi e delle paure che le nuove possibilità della mia vita portano con sè.”

 

Nicola Brami, “Tutti se ne vanno”

2020, La torre dei venti

 

 

Cosa succede quando hai 34 anni, ti licenziano, perdi la casa e ti lascia pure la morosa?

Che un po’ sei perso.

E, come nella migliore delle tradizioni dei Bildungsroman, Davide molla quel-poco-di-tutto che gli resta e parte.

 

Va a Dublino a cercare fortuna e -bho, chi lo sa- magari si ritrova. Lascio tutte le ipotesi aperte perchè sono a pagina 63 di questo bel romanzone e che cippa ne so, di come finisce?

Hopeless romantic as I am, io lo spero sempre, che tutto finisca bene.

 

Il pezzo del giorno.

Al romanzone di cui sopra è collegata una playlist (c’è uno slot libero per l’ape tra le 18.30 e le 20.45, in Paradiso, per chi ha capito che nel 2021 un romanzo non è solo un insieme di fogli di carta ma un’opera in cui, al suddetto Jesoo piacendo, si possono aggiungere cose nell’Indernèdd).

 

MA. Come mi sentirei, se scegliessi una playlist già fatta? Un po’ in colpa con voi, miei 25 lettori.

 

Donc, una canzone uscita dopo questo libro ma che, alla fin fine, parla di quello stesso spleen.

 

 

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