CREAZIONI - donna

I miei primi jeans DIY: Fizz by Studio Calicot

I miei jeans preferiti degli ultimi anni me li sono cucita io.

 

Ogni anno fai qualcosa che non hai mai fatto prima“: visita un posto, prova un sapore, crea qualcosa… esci dalla comfort zone.

I primi mesi del 2021 sono stati dramaticamente simili a gran parte del 2020. Che poi, io non mi voglio lamentare: sono sempre stata bene (e così la mia famiglia), ho un lavoro, quando è stato possibile ho anche visto qualche amico.

 

Però, certamente, moltissimi stimoli sono mancati: sono stati mesi di stallo, di chiusura.

Provare a fare delle cose nuove, anche piccole, per me è stato salvifico: uno sprazzo di evasione, un’occasione per vedere che là fuori, comunque, c’è ancora qualcosa.

 

La costruzione.

Il modello dei FIZZ JEANS è di Studio Calicot.

Questo era solamente il test model: Jessica ha poi modificato il cavallo, la vita dietro e leggermente la gamba. Sicuramente proverò il modello defintivo, magari in un capo estivo in nero di cui ho ASSOLUTAMENTE UN BISOGNO PRIMARIO.

 

Comunque: conosco i pattern di Studio Calicot abbastanza bene perchè ho già testato diversi suoi modelli e sono sempre stupita dalla facilità di costruzione dei capi.

Jessica costruisce sempre delle istruzioni molto chiare e illustrate in maniera precisa: se siete abituati con i cartamodelli industriali, sarà una scoperta piacevolissima.

 

Inoltre, sul sito c’è una pagina molto utile con dei manualetti che spiegano come risolvere dei problemi specifici che si possono incontrare con particolari tessuti o modelli.

 

Il libro del giorno.

‘sto gito vado di robe “tecniche” (che poi, nel mio caso, vuol dire sempre robe divulgative).

La trilogia sui grafici di Alberto Cairo (Come i grafici mentonoL’arte del veroL’arte funzionale) è super d’ispirazione, oltre che davvero utile per muoversi nel variegato universo moderno dell’informazione.

Cairo non parla esattamente di Infografiche: in realtà, il tema dei suoi libri sono le nostre presupposizioni, la percezione della verità, l’intepretazione di numeri. Ovviamente, tutto questo ha molto a che fare con l’etica di chi presenta le informazioni, con il modo in cui andrebbero/vengono declinate visualmente statistiche, con il perchè siamo più portati a credere ad alcune cose piuttosto che ad altre.

Insomma: è un affascinante compendio di matematica, grafica e psicologia.

Per chi è un po’ preoccupato che ‘sto mappazzone di nozioni sia soporifero: no. Cairo è brillante, pieno di esempi, leggero.

Si tratta pur sempre di saggi, vero, ma che strizzano d’occhio a chi ha solo voglia di farsi qualche domanda, senza troppe pretese di trovare tutte le risposte.

 

Il pezzo del giorno.

AH NO, MA IO NON MI LASCIO INFLUENZARE.

AFFATTO.

Insomma: una scelta strana, qualcuno sa perchè.

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