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Indie designer interviews \ Le sarte che mi piacciono – Martina de “LaDulsaTina”

Eccoci al terzo appuntamento con le “Indie Designer Interviews” del 2017!

L’intervistata di oggi è la bellissima Martina, nota in rete come La DulsaTina. Martina è tra le prima che ho pensato di intervistare perchè sono affascinata dal suo stile: sicuro, preciso, come se sapesse sempre esattamente “come deve uscire” un vestito.

Per me, che sono sempre in fase “sperimentale” e che pasticcio in continuazione con la stoffa, davvero una sarta da ammirare!

 

 

Cominciamo con l’intervista!

E – Ciao! Ci faresti una breve presentazione di te e del tuo blog?
M- Ciao! Mi chiamo Martina, ho 35 anni e da quasi tre anni racconto le mie avventure di cucito sul mio blog Ladulsatina.

E – Da dove nasce la tua passione per il cucito?  
M- La mia passione per il cucito è nata recentemente, circa tre anni fa, insieme al blog. Un giorno curiosando su internet, mi sono imbattuta in un bel sito che vendeva stoffe (Supercut) e ammirando le grafiche di quei tessuti mi si è accesa una lampadina: perché non imparare a cucire per crearmi da sola dei vestiti e degli accessori? In quel periodo era diventato difficile per me trovare qualcosa nei negozi che mi piacesse veramente, così ho pensato che sarebbe stato utile e divertente imparare a farsi gli abiti da sé. Fino ad allora non avevo mai utilizzato una macchina per cucire! Mi sono quindi informata, ho studiato, mi sono fatta coraggio e mi sono buttata a capofitto nella realizzazione del mio primo abito. Da allora non ho più smesso di cucirmi i vestiti!

E – Sei autodidatta o hai fatto una scuola?
M- Nasco come autodidatta. I primi capi li ho cuciti informandomi e studiando su internet, su libri, riviste e seguendo le istruzioni dei cartamodelli. Mi sono stati utilissimi anche i consigli dei commercianti locali. Quando andavo in merceria, in un negozio di tessuti o nel negozio specializzato in macchine per cucire e raccontavo che era la prima volta che mi cucivo un vestito, erano sempre tutti entusiasti e mi riempivano di suggerimenti. Molte cose le ho poi imparate con l’esperienza. Successivamente, visto che la mia passione per il cucito cresceva ogni giorno di più, ho deciso di frequentare una scuola e mi sono iscritta a un corso serale di Sartoria all’Afol Moda a Milano. Dopo il corso serale ho frequentato due anni di Modellistica professionale, sempre presso la stessa scuola.

 

Com’è iniziata…

E – Ricordi qual’è stato il primo capo che hai realizzato?
M- Il primo capo che ho cucito da sola è stato il Peony dress di Colette Patterns. Ci ho messo quasi due mesi, cucendolo la sera e nei ritagli di tempo e facendo un sacco di errori, ma quando l’ho concluso è stata una soddisfazione enorme!

E – Qual’è il processo che ti porta a creare?
M- Generalmente creo in base a un bisogno: ho bisogno di un determinato capo e, invece di andarlo a cercare disperatamente nei negozi, me lo creo da sola.

 

 

Scopriamo di più de La Dulsatina.

E – Parti dalla voglia di sperimentare una tecnica nuova, da un modello, da una stoffa…?
M- La maggior parte delle volte scelgo prima la stoffa e poi il modello/cartamodello, ma è capitato anche il contrario. In ogni caso, anche se parto prima dal modello, ho sempre in mente la stoffa che voglio utilizzare, quindi poi vado alla ricerca del tessuto che si avvicina di più a quello che ho immaginato. Mi è capitato anche di realizzare dei capi partendo dalla voglia di sperimentare tecniche nuove. Per esempio la giacca in pelle, che ho realizzato qualche mese fa come progetto di fine anno a scuola, è nata dalla voglia di capire come si cuce la pelle. Oppure due anni fa ho cucito un abitino di chiffon, perché non avevo mai sperimentato stoffe così leggere. Mi piace sperimentare, anche a costo di commettere errori. Ma è proprio dagli errori che imparo maggiormente!

E – Preferisci usare cartamodelli (nel caso: indie o di marchi famosi?) oppure disegnarli?
M- Entrambi! Utilizzare un cartamodello già pronto è molto comodo: scegli la taglia, segui le istruzioni e cuci. Anche se, comunque, prima di cucire il capo definitivo faccio sempre delle prove di vestibilità e adatto il cartamodello al mio corpo. Ho quasi sempre cucito cartamodelli Indie, li trovo molto semplici e intuitivi. Disegnarsi i propri cartamodelli è molto divertente, ma richiede un po’ di tempo ed esperienza in più. Puoi crearti da sola qualsiasi capo, senza limiti, e dare sfogo alla creatività! In ogni caso uso entrambi i metodi a seconda del bisogno.

 

Il Mondo del cucito italiano e i progetti futuri di Martina…

E – Quale pensi sia lo stato del “Mondo del Cucito” italiano?
M- Penso che il “Cucito Italiano” stia pian piano rinascendo e mi sembra di vedere sempre più persone che riscoprono questo hobby. All’estero l’hobby del “cucirsi i propri vestiti” è molto più diffuso ed è considerato molto cool (soprattutto negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Francia), ma in Italia abbiamo delle bravissime maker e sono sicura che la community italiana crescerà pian piano sempre più!

E – Last but not least, quali sono i tuoi progetti futuri?
M- A breve vorrei disegnarmi e cucirmi una camicetta. E poi mi piacerebbe cucire un altro cappotto.

E – Tra 10 anni, ti vedi sempre dietro alla macchina da cucire?
M- Certamente!

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