CREAZIONI - donna

Watson Bikini Bathsuit- come ti cucio un costume da bagno super (rifrangente)!

 

 

Cosa succede quando la tua mente è -tutto sommato- giovane e tu hai a disposizione del materiale particolare su cui lavorare?

Che ti nascono le idee.

Come tarli.

Nel cervello.

Maledette: loro scavano, si insinuano, ti portano a dire “Ma sì, perchè no? Sembra fattibile!” e anche “Il risultato non sarà pessimo…  al contrario: sarà un successo!”.

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Ed è così che ti ritrovi a perdere la sensibilità nei polpastrelli per imbastire un bikini in lycra catarifrangente.

Lo so: vi state chiedendo a cosa mai potrà servirmi un costume da bagno catarifrangente. Vabbè, dovessi attraversare a nuoto la Manica di notte, con l’attrezzatura sono a posto! ;D

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In realtà, con il mio bikini catarifrangente sono andata al Cocca Hotel Royal Thai SPA di Sarnico: un posto davvero accogliente, dove mi sono rilassata tra bagno turco e sauna finlandese, per concludere la giornata con una deliziosa cena Thai (ah, il Branzino con salsa di Tamarindo… slurp!).

Comunque, il modello di questo costume da bagno è sempre il WATSON di Cloth Habit (per la serie: quando compri qualcosa, vedi poi di sfruttarla a dovere).

A ispirarmi, la bravissima LLADYBIRD, che trasforma in oro tutto quello che tocca. Raccontato da lei, sembrava così facile: prendo il modello, taglio la lycra, assemblo, tutto perfetto, OPLA’!

Valerie, in realtà, spiegava che non è proprio così: il suo Watson-costume-da-bagno, anche se visivamente bellissimo, aveva gravi problemi di vestibilità.

Però, ci sono così tante versioni stupende su Internet… che mi sono lasciata tentare!

Giusto per darvi qualche idea, ho adorato i modelli fatti da GinPins, CrabAndBee e Kiranbot (nota per me stessa: magari, la prossima volta, leggi il tutorial di THEDRESSES sulle coppe).

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Oh, giuro: io per ben 10 minuti ho provato a cancellare il portasapone dalla foto usando il timbro clone di Photoshop. Poi mi sono rotta le scatole e l’ho pubblicata così com’era! Posso scrivere anch’io “nofilter” e tutte quelle robe lì che dicono Lena Dunham & Kate Winslet??? ;D

Alla fine, non è stato così tragico. Diciamo che, se le mutande sono venute perfette al primo colpo e senza pensarci, sul reggiseno ho dovuto ragionare un po’.

Il problema principale è stato lo spessore del rifrangente, davvero difficile da gestire: l’eccessivo volume nella zona dell’attacco degli anelli pregiudica il perfetto comfort dell’intera area superiore.

Poi, l’idea delle spalline di elastico tubolare… un’altra cosa che si vede in giro un sacco ma che io non ho saputo far funzionare a dovere.

Stupidamente, non ho fatto foto al retro del modello. Anyway, le spalline “dietro” sono di rifrangente (ho seguito il famoso tutorial di Ada Spragg), mentre la parte frontale -in elastico- è annodata a due anelli. Ecco, è proprio questa porzione a non restare perfettamente a posto, risultando fastidiosa dopo qualche vasca a nuoto.

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Comunque, per essere il mio primo costume da bagno con lo Watson, non sono totalmente insoddisfatta… Carino è carino. C’è ampio margine di manovra e sicuramente proverò a realizzarne uno migliore prima dell’estate!

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